Sempre sui bambini e il gioco

bambini in spiaggia

Allora… riprendiamo il discorso iniziato nell’ultimo mio post… se non ve lo ricordate potete rileggerlo dato che, in effetti, sono trascorsi alcuni giorni: a proposito del fatto che il tempo vola!

Si parlava proprio della difficoltà di trovare il tempo per permettere ai bambini di giocare a quello che preferiscono e questo può sembrare un paradosso in una società  come la nostra, che si fregia di essere  fra le più evolute al mondo. In effetti, una cosa che qualche decennio fa era naturale e spontanea, oggi invece bisogna programmarla.

 Quale dovrebbe essere il comportamento più appropriato da parte nostra  perchè essi si possano esprimere liberamente? Dove è meglio che i piccoli giochino?

Lo stesso Mihaly Csikszentmihalyi,  di cui vi segnalo questo link che contiene un video molto interessante per capire di chi stiamo parlando e da cosa è originato il suo lavoro che si è svolto per ben 50 anni, ci dà utili suggerimenti in questo senso.

Innanzi tutto i genitori hanno la possibilità di SUPPORTARE i bambini. In secondo luogo possono MOTIVARLI ALLE SFIDE.

Csikszentmihalyi ci rassicura, affermando che tutti i bambini sperimentano lo  stato di Flow senza rendersene conto: per esempio quando sono così coinvolti da un gioco da non ascoltarci neppure se rivolgiamo loro la parola… allora la sfida è quella di far sì che provino spesso questo tipo di esperienza. In questo senso essi vanno supportati da noi adulti.

Di solito i genitori hanno aspettative piuttosto alte su di loro e credono che ce la possano fare a svolgere parecchie attività. Così cercano di fornire ai loro figli vari stimoli. Quello che conta, però, è che lo facciano nel modo giusto. Per esempio, si possono osservare i nostri bimbi e verificare che, quando entrano in stato di Flow a casa, forse prediligono un luogo piuttosto che un altro: di solito è un posto dove si sentono in totale privacy e dove riescono a stare soli con sé stessi.

Dapprincipio potremmo pensare che questa sia un’opportunità che hanno solo i bambini agiati… no, in realtà non è così. Anche i bambini di estrazione sociale più umile possono avere le stesse possibilità di quelli più abbienti: non è necessario avere a disposizione una casa grande e ben arredata, è sufficiente un posto dove ci si senta in grado di fare ciò che si vuole. Può essere uno scalino, un angolo di uno scalino… ovunque. A questo punto sarà cura dei genitori o delle altre figure di riferimento non interrompere il bambino durante le sue attività preferite per un tempo necessario a raggiungere il massimo livello di coinvolgimento in ciò che sta facendo. Inoltre, alla fine dell’attività, non bisogna assolutamente esprimere critiche sul risultato raggiunto ma  dare un feedback positivo su tutto il processo.

Un’altra importante accortezza riguarda il fatto che il bambino dovrebbe essere aiutato a “riconoscere” che era molto coinvolto, in altre parole va aiutato a esplicitare come si è sentito durante l’attività appena svolta… ma di questo vi parlerò nel mio prossimo articolo.

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