L’ultimo pilastro del benessere: la resilienza

 

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Resilienza: resistere alle forze avverse…

COSA SI INTENDE PER RESILIENZA?

Perchè di fronte alle difficoltà alcune persone si scoraggiano ed altre “tengono duro”? Perchè ci sono persone che si vivono come se non avessero le risorse necessarie ed altre invece sono motivate a fronteggiare una sfida?

La differenza deriva da un insieme di attitudini e capacità personali chiamate resilienza.

La resilienza non è qualcosa che nasce con noi, ma è qualcosa che si sviluppa attraverso l’esperienza personale. Essa si può imparare, quindi cosa si può fare per aiutare i nostri bambini a diventare maggiormente resilienti?

Ci sono tre ingredienti chiave che formano la resilienza:

  1. un senso di sicurezza personale, derivante dal sapere che si ha un porto sicuro dove si è amati e riconosciuti come individui;
  2. un forte credo in sé stessi che ci renda consci e realistici rispetto alle nostre competenze e forze personali;
  3. un senso di fermezza che guidi i nostri sforzi verso la nostra crescita personale e la nostra realizzazione.

 

Abbiamo visto che i bambini sono naturalmente equipaggiati di entusiasmo e desiderosi di sperimentare sempre cose nuove. Essi desiderano indipendenza. Il ruolo delle figure adulte di riferimento è essenzialmente quello di sostenerli in questo percorso, ma anche di proteggerli.

È perciò importante che gli adulti facciano un bilancio fra i rischi e i benefici apportati da ogni nuova esperienza che il bambino si appresta ad affrontare. Proteggere i nostri piccoli totalmente da ogni avversità è praticamente impossibile e anche psicologicamente dannoso. Non siamo ovviamente in grado di prevedere cosa riserverà loro la vita, ma possiamo offrire ad essi le giuste esperienze per prepararli ad essere sicuri di sé e resilienti.

La miglior preparazione per una vita indipendente è quella di chi accetta che ci saranno momenti “su” e momenti “giù” nel corso dell’esistenza.

A livello pratico abbiamo già visto l’importanza di stimolare in ogni bambino i propri punti di forza; quello che si può aggiungere è:

  • aiutate il bambino a far uscire la propria creatività;
  • sostenetelo a persistere nei propri sforzi;
  • insegnateli con il vostro esempio lo humour;
  • aiutatelo a sperimentare momenti di Flow;
  • fategli comprendere che lui può fare delle cose e l’importanza di farle dicendogli: “Tu sei ciò che fai”.

In sostanza tutti i nostri sforzi come adulti dovrebbero andare nella direzione di aiutare le giovani generazioni a contrastare i pensieri pessimistici e a sviluppare un approccio più ottimistico verso la vita.

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