Il benessere emotivo

felicità con le dita

Eccoci alla seconda area che costituisce uno dei pilastri fondamentali del benessere


 

Tutti più o meno rincorriamo il benessere emotivo, ma sappiamo esattamente cos’è?

In poche parole consiste nel riuscire a creare un bilancio fra emozioni di segno opposto, che sia però il più positivo possibile.

Attenzione!  Il benessere emotivo non è la stessa cosa della felicità.

Esso deriva dall’abilità di gestire le emozioni. Tutti noi sappiamo per esperienza diretta che la nostra giornata è un susseguirsi di stati emotivi anche molto diversi fra loro e che non possiamo lasciare che essi la facciano da padrone. Ebbene,  il benessere è influenzato da quanto siamo in grado di integrare l’esperienza emotiva con il pensiero razionale, per riuscire a fare scelte che siano adatte a noi e per fare buon uso delle nostre forze e della nostra esperienza.

Ovviamente questa capacità nel gestire le emozioni la si raggiunge in modo progressivo con il trascorrere dell’età e l’accumularsi delle esperienze di vita. Il bambino quindi è spesso dominato dalle proprie emozioni, sia in positivo che in negativo.

Ecco alcuni consigli pratici per aiutarlo ad aver fiducia in sé stesso, negli altri, e poter contrastare i sentimenti negativi:

  • fate in modo che il bambino capisca che avete compreso quando è arrabbiato e che siete in grado di accettare come si sente in quel momento;
  • aiutate il bambino a dare un nome all’emozione che sta provando, senza giudicarlo o riprenderlo per questo;
  • comunicategli che siete desiderosi di aiutarlo a risolvere il suo disagio e lo supporterete durante questo processo;
  • fornite uno spazio sicuro dove il bambino possa riconquistare la calma se è agitato;
  • dategli un messaggio chiaro sul fatto che il comportamento distruttivo non sarà accettato;
  • quando il bambino si è calmato un po’, provate a discutere con lui su ciò che è accaduto e su come egli avrebbe potuto reagire diversamente;
  • create delle opportunità per costruire e rinforzare le relazioni con gli adulti e con i pari: avere intorno una grande comunità di bambini può aiutarlo a diventare più sicuro. Di solito sono proprio i bimbi emotivamente più vulnerabili a diventare a rischio di esclusione a livello sociale, in special modo dal gruppo dei pari, a meno che non siano aiutati.
  • non vi scoraggiate: spesso ci vuole tempo perchè un bambino guadagni fiducia in sé stesso e negli altri, specialmente se si aspetta di essere respinto.

 

Lo sviluppo della competenza emotiva viene raggiunto raramente senza un sensibile supporto da parte degli adulti. È ovvio che si parla di adulti che, a loro volta, sono riusciti a raggiungere un proprio equilibrio e a “maneggiare” con destrezza le proprie emozioni più forti. Se un bambino riceve il messaggio che i sentimenti di questo tipo non sono ben accetti, può cercare di nasconderli.

Per dare una mano ai più piccoli riguardo il processo di gestione della propria emotività, è come se voi adulti fungeste da traduttori. Se il problema principale dei bimbi riguarda proprio il non saper parlare delle proprie emozioni, il linguaggio metaforico può venirci in aiuto. Ecco perchè si può scegliere di usare il linguaggio delle fiabe per spiegare sentimenti che fanno paura e sono difficilmente assimilabili. Ma di questo argomento vi parlerò più avanti, poiché l’uso delle fiabe merita uno spazio e un’attenzione particolari.

In conclusione: è necessario non proteggere in modo eccessivo i più piccoli da tutto ciò che può infastidirli o farli sentire frustrati, altrimenti non saranno mai sufficientemente equipaggiati contro le avversità della vita.

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